Premessa

L’informazione è essenziale per promuovere l’adesione alla vaccinazione riconosciuta dalle evidenze scientifiche come misura di prevenzione contro il rischio da infezione Covid-19 a tutela prioritaria della comunità.

 Il rispetto delle misure di prevenzione di tutela della salute individuale e collettiva dal rischio infettivo Covid-19 rappresenta un dovere responsabilizzante per tutti, una precondizione per l’accesso in sicurezza propria e altrui agli ambienti di vita e di lavoro.

L’obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è prevenire le morti da COVID-19 e raggiungere al più presto l’immunità di gregge per il SARS-CoV2. La campagna vaccinale è partita il 27 dicembre in forma dimostrativa in Italia ed Europa con il “vaccine day” e in modo effettivo dopo l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) del primo vaccino anti COVID-19 il 21 dicembre 2020.

Dopo una fase iniziale, che dovrà essere limitata, per il numero di dosi consegnate, essa si svilupperà in continuo crescendo secondo il Piano strategico approvato dal Parlamento il 2 dicembre 2020. I vaccini saranno offerti gratuitamente a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità.

“Le seguenti informazione tratte da Istituto Superiore Sanità (ISS) e dall’’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)”

Che cos’è e a cosa serve?

Il vaccino COVID-19 (Comirnaty) è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA). Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia.

Il vaccino – Cosa significa vaccino “RNA”?

Di solito nella vaccinazione viene iniettato il virus (o il batterio) “indebolito o inattivato”, oppure una parte di esso. Il sistema immunitario riconosce “l’intruso” e produce gli anticorpi che utilizzerà quando incontra quello “vero”. Nel caso dei vaccini a RNA invece si inietta “l’istruzione” per produrre una particolare proteina, detta proteina “spike”, che è quella che il virus utilizza per “attaccarsi” alle cellule. La cellula produce quindi da sola la proteina estranea, che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi.

Che prove ci sono della loro sicurezza, visto che sono stati approvati così velocemente?

I test richiesti dalle autorità ed effettuati sui candidati vaccini contro il Sars-Cov-2 sono gli stessi di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. In Europa e nel mondo si è riusciti a velocizzare l’iter grazie alle maggiori risorse a disposizione e adottando un sistema di revisione della documentazione particolare, che prevede di esaminare i risultati delle varie fasi della sperimentazione man mano che arrivano e non “in blocco” alla fine. Pertanto il vaccino è sicuro.

Che cosa contiene?

I vaccini PFIZER e MODERNA si basano su tecnologia RNA messaggero. Il vaccino non introduce nelle cellule il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copia della proteina spike. L’mRNA utilizzato non rimane nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione. Il 29 gennaio 2021 l’EMA e l’AIFA hanno approvato un terzo vaccino “ASTRAZENECA”.

Rispetto ai vaccini Pfizer e Moderna quello di Astrazeneca e Università di Oxford sfrutta un approccio diverso per indurre la risposta immunitaria dell’organismo verso la proteina spike. A differenza di Pfizer e Moderna che utilizzano l’mRNA messaggero Astrazeneca e Università di Oxford utilizza come vettore un virus attenuato non più in grado di replicarsi per fornire la formazione di anticorpi.

Come viene somministrato?

I vaccini anti-COVID-19 vengono somministrati in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio (meglio a sinistra), a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

Dopo quanto sono protetto una volta vaccinato?

L’efficacia riscontrata dagli studi clinici si riferisce ad alcuni giorni dopo la seconda dose. Il massimo della protezione si ha, quindi, dopo questo periodo. Sebbene anche dopo la prima dose è verosimile che ci sia una certa protezione dal virus, questa non è immediata dopo l’inoculazione del vaccino, ma si sviluppa progressivamente dopo almeno 7-14 giorni dall’iniezione. La seconda dose del vaccino, effettuata ad alcune settimane dalla prima, ha il compito di rinforzarla e renderla più prolungata.

Le persone vaccinate possono trasmettere comunque la malattia?

Gli studi clinici condotti finora hanno permesso di valutare l’efficacia dei vaccini mRNA sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19, ma è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19.

Le persone con allergie alimentari possono vaccinarsi?

Le persone con allergie alimentari possono vaccinarsi rimanendo in osservazione, come tutti, per 15 minuti dopo l’iniezione. Chi ha presentato in precedenza reazioni allergiche gravi (anafilassi) agli alimenti deve rimanere sotto controllo medico. Se all’allergia alimentare si associa asma bronchiale persistente grave è opportuno che la vaccinazione sia eseguita in ambiente protetto (ospedaliero).

Le persone con malattie autoimmuni possono vaccinarsi?

Le persone immuno-compromesse possono essere vaccinate previa valutazione del curante. Le persone che vivono a stretto contatto con queste persone devono assolutamente vaccinarsi.

Per ulteriori informazioni è possibile collegarsi ai seguenti siti:

www.aifa.gov.it

www.epicentro.iss.it

www.iss.it

Categorycovid-19
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